Yannick LANGLOIS e Joselyne RAMIREZ

Cela signifie qu’elle allume la mêche qui gît dans ce qui a ete


2014, pellicola adesiva e stampa digitale su carta
LANGLOIS RAMIREZ-w
Courtesy Yannick Langlois e Joselyne Ramirez



Cela signifie… s’iscrive, in senso letterale, nella dualità del mercato. Aderisce al ritmo d’apparizione e sparizione dell’evento mercatale, imprimendo sul suolo pubblico le sincopi, gli eccessi e i frammenti di questa ritmica a due tempi.
A mercato attivo, l’installazione s’infiltra nel calpestio e nel movimento di cose e persone. Dopo lo svuotamento, invita a percorrere l’ala coperta e trasforma l’assenza del mercato in una parentesi per disseminare narrazioni ucroniche e suggerire legami geopolitici, culturali, sociali ed ecologici tra l’istituzione mercatale e il suo territorio. Sparpagliate lungo il perimetro dell’edificio, come resti di un testo esploso, le scritte esumano dati scientifici e ricordi inconsueti, provenienti da un campo semantico e storico allargato. Si passa sopra descrizioni del paesaggio prealpino, analisi della produzione agricola e dell’economia neoliberale, tautologie, storie legate al folklore e altre che incrociano l’immaginario americano anni 60 con un possibile immaginario locale. Paragrafi frammentari ed effimeri, che durano fino a quando non riapre il mercato.

 

Durante la mostra itinerante, l’opera di Yannick Langlois e Joselyne Ramirez è installata nella Place du Général de Gaulle a Nizza e sotto la tettoia di Piazza Seminario a Cuneo.


Yannick Langlois, nato nel 1985 a Nizza, Francia.
Joselyne Ramirez, nata nel 1986 a Messico D.F., Messico.

Grazie a una doppia formazione in urbanistica e in architettura del paesaggio, Joselyne Ramirez concilia, nel suo lavoro, tematiche ambientali, di gestione del territorio e di sviluppo sostenibile. Di recente, ha concentrato la propria ricerca sulla questione dello sviluppo regionale e in particolare sulla messa in opera di politiche pubbliche a livello locale.
Attraverso la combinazione di vari media, il lavoro di Yannick Langlois interroga l’attuale statuto della produzione scultorea nell’ambito del regime di circolazione delle immagini.
I suoi oggetti creano una tensione tra materiali e figure, in una pratica che mette in questione la posizione dello spettatore e la sua fruizione dell’opera.

 

 

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