Nicolas BOULARD

Specific Cheeses


2010-2014, 12 forme di formaggio Castelmagno
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Courtesy  Nicolas Boulard

 


Legati da un’etimologia comune, la forma e il formaggio sono ricondotti da Boulard ad una processualità condivisa, che a Cuneo mette a confronto la tradizionale produzione casearia con le variazioni di superfice e sviluppo plastico del cubo dell’artista americano Sol Lewitt (Forms derived from a cube, 1982).
La forma formante, risultato di una costruzione estetica specifica, è declinata in 12 calchi, affidati al produttore di formaggio “Terre di Castelmagno” perché ne ottenga forme organiche, periture e degustabili.
La produzione così declinata rivela intrecci inusitati tra codici e tradizioni, che scompaginano la separazione preconcetta tra ambiti diversi della tradizione culturale.
Specific Cheeses, sul quale Boulard lavora dal 2010, conta l’edizione di fanzine, il tiraggio di serie fotografiche e l’organizzazione di conferenze e cerimonie presiedute dall’omonima confraternita, composta dall’artista e da 12 membri. Nell’ambito di Market zone, la cerimonia avrà luogo a Parigi, in seguito alla mostra, tessendo un fil rouge tra l’atelier dell’artista e il contesto di produzione del formaggio.

Per l’esposizione di Market zone a Nizza, Nicolas Boulard presenta Les Pavillons, un intervento pittorico in forma di bandiere e stendardi installati lungo le vie del quartiere del Marché de la Libération. I pigmenti utilizzati per dipingere i tessuti sono estratti da frutta, verdure, spezie, té, caffé e vino. Il progetto è accompagnato dall’edizione di un giornale che indaga il mercato da vari punti di vista, riunendo storie, ricette e immagini prese dall’artista.


Durante la mostra itinerante, le opere di Nicolas Boulard sono installate presso la Place du Général de Gaulle e nell’Avenue Malausséna a Nizza e sotto la tettoia di Piazza Seminario a Cuneo.


Nicolas Boulard, nato nel 1976 a Reims, Francia.
"La particolaritá della ricerca artistica di Nicolas Boulard risiede nell’unione, apparentemente insensata, tra arte e vino. La sua grammatica visuale si articola principalmente intorno al vino e ai suoi sistemi di produzione, un ambito che l’artista conosce bene grazie alla storia della sua famiglia. Al contempo immaginarie e tangibili, precise e non-finite, ipersensibili e anti-monumentali, le sue opere sono la manifestazione di una certa luciditá verso le tecniche della vinicultura, delle quali propone una rilettura e una rappresentazione in rottura con la tradizione” Marc Bembekoff

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