Le Location

il MERCATO DI PIAZZA SEMINARIO

  • Vista del Mercato di Piazza Galimberti, lato Via Nizza, con al centro la statua di Giuseppe Barbaroux.
  • Mercato di Piazza Galimberti
  • Mercato di Piazza Galimberti, lato Via Roma, con bancherelle di vestiti e oggetti per la casa
  • L’ingresso del mercato in Via Roma
  • I portici di Piazza Galimberti, angolo Via Nizza, davanti alla storica pasticceria Arione
  • L’ingresso di Piazza Seminario, dove si trova il mercato coperto
  • Vista della facciata del mercato coperto di Piazza Seminario
  • Vista della facciata del mercato coperto di Piazza Seminario
  • Lato del mercato coperto, verso Piazza Galimberti
  • Lato del mercato coperto, verso Piazza Galimberti
  • Interno del mercato coperto di Piazza Seminario
  • Interno del mercato coperto di Piazza Seminario
  • Interno del mercato coperto di Piazza Seminario
  • I venditori di carni, sul lato sinistro del mercato coperto
  • I banchi dei produttori locali
  • I banchi dei produttori locali
  • I banchi dei produttori locali
  • I banchi dei produttori locali
  • I banchi dei produttori locali
  • Produttore biologico
  • Il pane al mercato
  • I banchi dei produttori locali
  • I banchi dei produttori locali

 

intro

Il mercato coperto di Piazza Seminario a Cuneo, che si affianca alla più ampia area mercatale di Piazza Galimberti e di Via Roma, è lo storico mercato cittadino, ortofrutticolo, zootecnico e di oggettistica varia, nel quale si trova espressa la natura di un territorio che ha fatto del settore agroalimentare la propria vocazione.
Non è un caso che la vendita dei prodotti alimentari abbia trovato nel mercato di Cuneo un punto di riferimento per quanto riguarda il Basso Piemonte. La disponibilità e la qualità dei prodotti rispecchia, infatti, l’economia agricola del territorio, le varie tradizioni legate a tecniche di produzione e coltivazione tipiche della campagna circostante e l’importanza del cibo e della cucina per la cultura cuneese.
Il valore del mercato di Cuneo è da cercare anche nella storia commerciale e nella posizione geopolitica della città, che si trova sulla via di comunicazione che collega Torino a Nizza e alla confluenza di cinque valli apine (Gesso, Grana, Pesio, Stura e Vermenagna).
Sin dai tempi della sua creazione, che coincidono con l’epoca medievale della fondazione di Cuneo, il mercato deve quindi il suo carattere di evento sociale e di attrattiva per tutto il territorio circostante, alla stretta relazione con la storia commerciale e gli sviluppi urbanistici della città.
Il mercato, dal momento della sua nascita, ha sempre occupato il cuore politico e simbolico di Cuneo, dapprima Via Roma e poi Piazza Galimberti, le piazze e le vie circostanti. L’evoluzione della città ha seguito quella del mercato e viceversa, tanto che se “da un lato le caratteristiche dell’invaso architettonico incidono su scelta e disposizione delle categorie merceologiche, dall’altro l’ambiente urbano è stato modificato dalla presenza del mercato, soprattutto nell’area dell’ex foro boario, attorno alla quale sono sorte attività commerciali e anche interi complessi edificati legati al commercio dei prodotti agricoli”. (1)

Oggi giorno, il mercato non rispecchia soltanto i prodotti e la situazione geopolitica del territorio, ma anche la crescente eterogeneità culturale della città di Cuneo. Capita sempre più spesso di trovare un banco che vende oggetti di fabbricazione cinese vicino a uno stand che propone olive e spezie marocchine, a sua volta affiancato ad un venditore locale di fiori. Il mixaggio e la convivenza tra provenienze e culture diverse, sebbene in un luogo di provincia come Cuneo sia sicuramente meno importante rispetto a città come Torino o Milano, trovano nel mercato un’espressione diretta.

Il mercato è situato nelle vie e nelle piazze principali del centro storico di Cuneo e, con i suoi 468 posteggi, si caratterizza per essere il più rinomato mercato ambulante della Provincia e il più grande tra i mercati settimanali delle provincie piemontesi.
Il venerdì mattina il mercato si svolge solo all’interno dell’edificio di Piazza Seminario.
Il martedì si presenta invece nella versione più estesa e occupa piazze e vie della città, attirando non solo gli abitanti locali, ma anche visitatori dalla vicina Regione Liguria e dall’Oltralpe. All’interno dell’edificio del mercato coperto di Piazza Seminario si svolge la vendita al minuto di prodotti alimentari. Dalle 7 alle 14, contadini, produttori locali e rivenditori mettono in mostra, su banchi temporanei, verdure, frutta, carni e formaggi. L’edificio, una tettoia costruita negli anni ’20 appositamente per il commercio dei generi alimentari, recentemente restaurata e ridipinta di giallo ocra, lascia entrare la luce attraverso finestre forate che corrono lungo tutta la base del tetto. In un crescendo di rumori e odori, anziani, mamme con bambini, gruppi di signori in pensione si muovono cercando i rifornimenti alimentari per l’intera settimana o le prelibatezze che sanno poter trovare dal contadino di fiducia. Attorno al mercato coperto, prendono posizione i venditori di fiori e di ferramenta.
Nell’adiacente Piazza Galimberti e in Via Roma, si distribuiscono i banchi di abbigliamento, di merceria e di oggettistica varia. Attorno alla statua di Giuseppe Barbaroux, che si erge al centro della piazza principale di Cuneo, decine di venditori ambulanti sbarcano a partire dalle 5 del mattino, per installare le proprie bancarelle, sulle quali posizionano in bella vista capi d’abbigliamento, tessuti, bijoux e oggetti per la casa, per il giardino e quant’altro.
Il centro della città, che per una giornata intera ha cambiato forma, si anima fino alle 18, quando i furgoni degli ambulanti si mettono in moto e strade e piazze tornano ai loro ritmi pacati. 

un po' di storia

Le prime informazioni sul mercato di Cuneo risalgono al 1203, pochi anni dopo la fondazione della città, avvenuta nel 1198. Già allora, il mercato era il più importante snodo commerciale di una città che andava configurandosi come ponte tra la pianura e la montagna e, trovandosi sull’antica via del Sale, tra la Costa Azzurra e i porti della costa e il resto del Piemonte. Oltre ai prodotti locali, a Cuneo confluivano: “olio, fichi, nocciole e pesci di provenienza ligure, panni francesi, lombardi e tedeschi, vini stranieri, pepe, spezie e attrezzi vari destinati ai conciatori, tintori, coltellinai”.
Sembra che il mercato avesse luogo, inizialmente, nella piazza del “pizzo di Cuneo”, ovvero la prima zona di insediamento, corrispondente alla lingua di terra posta alla confluenza dei torrenti Stura e Gesso e quindi all’attuale “Cuneo vecchia”. In epoca medievale, via Roma, allora chiamata piazza per la sua larghezza, era il centro commerciale e politico della città e sede del mercato e delle fiere, tra le quali quella di San Martino, documentata per la prima volta nel 1378.
Già ai tempi, il giorno consacrato ai mercati era il martedì, tradizione che rimase invariata nei secoli.
Il ruolo commerciale di Cuneo venne rinforzato con la creazione, già alla fine del 1300, dei primi portici di via Roma, che avrebbero caratterizzato lo sviluppo urbanistico dell’intera città nei secoli a venire. Il porticato, soprattutto a partire dal tardo ‘500, divenne sede di magazzini e botteghe, che, insieme al mercato, attraevano mercanti e clienti da ogni parte del Piemonte.
Dove sorge l’attuale Piazza Virginio, si svolgeva poi, sin dal ‘700 il mercato del vino, anch’esso strettamente legato alla presenza dei portici di Cuneo, che andavano delineandosi sia come “organismo unificante del composito tessuto edilizio (…) sia come elemento imprescindibile dell’identità del suo paesaggio urbano”.

L’attuale Piazza Galimberti venne progettata e realizzata all’estremità meridionale di Via Roma intorno alla metà del 1800. La piazza divenne, oltre che sede del nuovo palazzo di Giustizia, zona di diversi mercati, tra i quali l’importante mercato dei bozzoli. Cuneo fu, sino ai primi anni del ‘900, il maggior mercato nazionale dei bozzoli da seta. La Provincia di Cuneo “presentava a quei tempi una concentrazione di manifatture di seta tra le più rilevanti dello stato sabaudo”. Il declino della produzione di seta, dovuta alla diffusione, dopo la Prima Guerra Mondiale, delle fibre artificiali, avrebbe portato alla chiusura, nel 1958 del mercato dei bozzoli.
Nel 1800, la disposizione delle categorie merceologiche era regolata da provvedimenti che, ai tempi prevedevano che “il mercato della Legna-Carbone-Fieno-Pagla e materiali da costruzione” fosse trasferito a nord di Via Roma (l’attuale Piazza Torino), mentre in Piazza Galimberti si vendevano “granaglie, canapa, scope e attrezzi rurali”.
Oltre che quantitativa, l’espansione dei mercati nel 1800 prevedeva anche un’evoluzione qualitativa dell’attività commerciale, dovuta alle esigenze di “un luogo identificato e riparato dove poter vendere e acquistare”. In particolare, era necessario dotare la città di strutture che potessero accogliere il sempre più importante mercato del bestiame, che sino ad allora si era svolto in uno spiazzo non edificato a est di Piazza Galimberti. I primi provvedimenti relativi alla creazione di tettoie, dapprima in metallo e poi in cemento, furono quindi orientati al rinnovamento del foro boario, soprattutto per renderlo compatibile con le esigenze di edilizia civile che andavano premendo su quella zona della città.
Nel 1875, l’allora amministrazione comunale deliberò un nuovo riordino dei mercati, che prevedeva anche “la costruzione di un mercato coperto destinato a ricevere i mercati dei Caci, Ortaggi, Ova, Burro, Pollami ed altri che attualmente si fanno sparsi per la città” nell’area dell’attuale piazza Seminario. In quell’anno venne realizzata una prima tettoia, ampliata ulteriormente all’inizio del 1900. Si deve ad un provvedimento della fine degli anni ’20, nel periodo di dominazione fascista, la costruzione dell’edificio in cemento armato che oggi costituisce il mercato coperto di Piazza Seminario, nel quale venne dislocata anche la vendita al minuto della verdura e della frutta, che fino a quegli anni era stata concentrata in Piazza Virginio.
Intorno alla metà del ‘900, anche Piazza Galimberti era dotata di strutture semipermanenti di bancaggio, che facevano sì che i banchi fossero uniformi per tipologia, dimensione e materiale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero presi gli ultimi provvedimenti che avrebbero cambiato ulteriormente la disposizione mercatale nel centro città. “I mercati cittadini si ridimensionarono e subirono l’effetto del razionamento e del controllo pubblico, tra tutti soprattutto quello dei bovini”. Negli anni ’60 si iniziò a pianificare lo spostamento del mercato del bestiame di Cuneo, che stava diventando sempre più importante, fuori dal centro città, per questioni igienico-sanitarie e di viabilità. Lo spostamento sarà ultimato solo negli anni ’90, con la costruzione di una nuova struttura dedicata interamente al commercio del bestiame.
Negli stessi anni ’60, le strutture di bancaggio di Piazza Galimberti sparirono e il mercato del martedì iniziò ad assumere la forma che ha mantenuto sino ad oggi.
I portici che circondano la piazza, Via Roma e il proseguimento delle via lungo l’asse longitudinale che attraversa la città, ovvero Corso Nizza, sono andati sempre più caratterizzandosi come un polo di attrazione commerciale, con un susseguirsi di vetrine allineate per più di 3 km. Questo sistema di negozi, unito al mercato settimanale, hanno fatto della città una sorta di “centro commerciale naturale”, la cui forma è in costante trasformazione. La recente apertura dell’asse viaria “est-ovest” nel nord della città, contribuirà sicuramente allo “spostamento del baricentro della attività commerciali verso l’area di Piazza Europa, dal centro antico all’area di espansione secondo-novecentesca, in un quadro di profonda rivisitazione dell’urbanistica” che potrà incidere anche sulla futura configurazione del mercato. 

(1) P. Piumatti “Il mercato e i portici di Cuneo nella struttura della città e del territorio”, in … Tutte le citazioni contenute nel testo sono tratte dal sopracitato saggio.
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Le Marche de la Liberation, Nizza

  • Malausséna-Vernier - Inizio del mercato. Gli stand sono allestiti ai due lati dell’Avenue
  • La Cité des Docks de la Riviéra. L’attuale mercato coperto.
  • Rue Clément Roassal. Zona pedonale, da poco rinnovata
  • I nuovi stand del mercato
  • Risalendo l’Avenue Malausséna. Numerosi commerci annessi al mercato (ristoranti, panettieri, banche, gastronomie)
  • Un produttore biologico
  • Molti fioristi sono presenti sul mercato e vendono fiori locali, quali la mimosa, i garofani, le rose e i fiori recisi.
  • Gli orticultori si installano sul marciapiede
  • Il Mercato si estende lungo la Gare du Sud
  • Frutta e verdura. I produttori e i venditori affiancati
  • I pescivendoli
  • Il Marché de la Libération visto dalla Place du Général de Gaulle
  • Un produttore biologico
  • Rue Clément Roassal. Zona pedonale, da poco rinnovata
  • Il Mercato si estende lungo la Gare du Sud
  • Frutta e verdura. I produttori e i venditori affiancati
  • La Cité des Docks de la Riviéra. L’attuale mercato coperto.
  • Davanti alla Gare du Sud, il giardino Thiole dove si trova la Scuola Municipale di Arti Plastiche e la biblioteca.
  • Davanti alla Gare du Sud, il giardino Thiole dove si trova la Scuola Municipale di Arti Plastiche e la biblioteca.
  • Dietro la Gare du Sud, l’inizio dei lavori di rifunzionalizzazione.

 

intro

Il Marché de la Libération a Nizza è il più importante mercato della città.
Sorge nel cuore del quartiere Malausséna-Libération, che conta circa 22.000 abitanti e che è ora in completa ristrutturazione.
Il mercato ha luogo tutti i giorni dell’anno, tranne il lunedì. Il recente arrivo della linea del tram, la trasformazione della zona pedonale e i futuri lavori di rinnovamento della Stazione Sud, fanno del quartiere l’epicentro di un ambizioso progetto di sviluppo locale.
La creazione di un nuovo quartiere multiculturale, nel cuore di un luogo così animato, con i propri personaggi e le proprie attività commerciali, assicura il passaggio tra la tradizione e la modernità.
Il Marché de la Libération è uno dei simboli di Nizza e dintorni. È simbolo del mixaggio della popolazione, quella rurale e quella urbana, dei prodotti della tradizione culinaria nizzarda, soprattutto frutta, verdura, pesce e fiori di zucca, ma anche dei prodotti di altre culture, come la gastronomia delle Antille.
Il posto riservato ai prodotti di stagione rispetta i ritmi naturali.
Tutti questi elementi contribuiscono a che il progetto di rinnovazione trasmetta dei valori autentici: la natura, l’etica e i prodotti culturali. Questi sono gli assi sui quali la municipalità di Nizza punta per fare del quartiere un nuovo centro di vita, con un’atmosfera da villaggio, portatore di valori culturali importanti.

Il centro del mercato si trova sulla Place de la Libération, anche chiamata Place du Général de Gaulle, e si estende a sud fino alla rue Vernie, a est nelle vie Joseph Garnier e all’inizio di Rue Clément Roassal.

Riunisce più di 130 venditori, tra cui
-produttori locali e dell’entroterra nizzardo
-produttori di agricoltura biologica
-altri rivenditori

I prodotti principali sono: fiori, frutta, verdura, frutta secca, olio d’oliva, tapenade, miele, olive, marmellata, formaggio, carni. I pescivendoli si riuniscono in una zona specifica del mercato. Sotto le halle del piccolo mercato coperto dei Docks della Riviera si trovano essenzialmente i macellai, i gastronomi e i formaggiai.

Il Marché de la Libération si situa nel cuore di un quartiere che si trova in una fase di «rifunzionalizzazione» urbanistica. Dal 2009, il passaggio della linea del tram nel centro del quartiere e la risistemazione dei banchi del mercato in una serie di strutture permanenti in metallo hanno contribuito a riconfigurare lo spazio urbano e sociale della zona, che è diventata per buona parte pedonale.
Da poco sono iniziati i lavori di riqualificazione della Gare du Sud, dove ancora ora sorge una parte del mercato. Pare che la città di Nizza progetti la creazione di un mercato coperto per i venditori ambulanti e di un centro polifunzionale, commerciale e culturale.  

Il Mercato de la Libération presenta quindi un legame forte con i valori territoriali trasversali, quali la natura e i prodotti della cultura locale, ma i nuovi equilibri socio-culturali e economici avranno sicuramente un’incidenza sugli sviluppi del mercato stesso.

Storia del Marché de la Libération

La “Cité des Docks de la Riviéra”, ovvero il mercato coperto, è stato costruito nel 1920. Il mercato di strada è stato sottoposto, a partire dalla sua creazione nel 1920, a una regolamentazione rigida che, sin dal 1955, prevede che esso sia riservato esclusivamente alla vendita al minuto di fiori, frutta, verdure e pesce.
Sin da quel periodo, il mercato ha luogo tutto l’anno, compresi la domenica e i giorni festivi su:

- l'avenue Malausséna (marciapiede est)
− il boulevard Joseph Garnier (marciapiede nord)
− la rotonda della Place de la Libération
l'avenue Borriglione (marciapiede est) che è stata in parte sostituita, nel 1964, dalle estensioni del mercato verso il sud, sull’Avenue Malausséna, e verso l’ovest, sul Boulevard Joseph Garnier.
Il mercato si estende su 1230 metri quadri, senza disposizioni particolari, tranne per quanto riguarda il marciapiede est di Malausséna, riservato ai pescivendoli.

Il mercato sembra essersi esteso progressivamente verso la Gare du Sud.
Secondo la documentazione ritrovata :
“L’incendio del 1954 della Cité dei Docks de la Riviéra a permesso la sua parziale ricostruzione e la riconversione dei locali. A partire da quell’anno, alcuni venditori hanno fatto grandi sacrifici per migliorare le proprie postazioni, molte delle quali sono ora dotate di piastrelle e di banchi frigo. Dopo l’incendio, il numero dei venditori, all’inizio 35, è diminuito a 25 e poi a 22. Alcune postazioni sono state riunite in locali più adatti al commercio, tra i quali soprattutto quello delle carni. Mentre il numero dei macellai è diminuito della metà, 4 al posto degli 8 iniziali, quello dei salumieri è passato da 3 a 8. Rimangono a oggi solo 3 venditori di uova e pollame, 2 venditori di spezie, al posto dei 7 iniziali, e i 7 venditori di pasta sono spariti.
Gli altri stand alimentari sono tenuti dai formaggiai, dai pescivendoli e dai venditori di frutta e verdura.
Davanti alla Cité des Docks de la Riviéra  si trovano altri 9 venditori di frutta e verdura, che nel 1933 erano 24, e un calzolaio.

Attorno al 1930, le bancarelle erano tenute da:
-17 venditori di arance
-4 venditori di oggettistica varia, spariti nel 1954
-un rivenditore di vino, sostituito nel 1965 da un calzolaio
-dei produttori di pasta fresca
 e un venditore di cianfrusaglie”.(1)

Alcuni venditori hanno delle postazioni fisse, mentre altri sono detti “volanti” e vengono solo occasionalmente. Le 191 postazioni fisse sono attribuite tramite richiesta al Service des Marchés de la Mairie, e distribuite tra 57 rivenditori-commercianti, 11 grossisti di pesce fresco e 12 orticultori-produttori.

A Malausséna, centro principale della vendita dei prodotti locali, i produttori sono in maggioranza.
La reputazione è quella di un quartiere a “buon mercato”.  I 63 venditori del 1953 sono diventati oggi 131 e più di 600 richieste sono in attesa di essere istruite dalla città di Nizza. L’abbondanza dei prodotti proposti al mercato, impedisce la proliferazione, nel quartiere, di negozi di primizie.

(1) Fonte (per le citazioni):
TOESCA Danielle  et TROJANI Marie-José, "Le quartier Malausséna à Nice", in
Recherches régionales Alpes-Maritimes et Contrées limitrophes – N° 4,, 17e année, Octobre-décembre 1977

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